Il Burattinaio

REGIADiego Carozzi
CONToni Pinneri, Marco Bianco, Irene Santini, Camilla Bianco
LUCI e AUDIOKarin Rossi
MAKE UPSara Villa
GENERECommedia psicologica
ATTI1
Lo spettacolo

È passato tanto tempo dall’ultimo incontro tra Eduard e Georg, all’epoca rispettivamente musicista di belle speranze e scrittore emergente.
Lasciati nel passato la compagnia degli amici, i grandi sogni, le feste ed i viaggi, i due si incontrano nuovamente in una strada di Vienna, trasfigurati dalle vite che nel frattempo hanno portato avanti.
Ma il reciproco raccontarsi cosa sia successo negli ultimi undici anni si trasforma presto in un sottile duello verbale, un gioco al rialzo col quale i due cercano di stabilire una qualche supremazia sull’altro, ansiosi di dimostrarsi padroni assoluti del proprio (e forse dell’altrui) destino.

Note di Regia

Schnitzler è stato spesso considerato un “doppio” di Sigmund Freud: in un contesto europeo profondamente influenzato dalle novità della psicoanalisi, il drammaturgo pone l’analisi della natura istintiva dell’uomo alla base della sua scrittura teatrale.
Il gioco di segreti svelati e di verità nascosta su cui fa perno tutta la vicenda de “Il Burattinaio”, diventa infatti il meccanismo drammaturgico mediante il quale Schnitzler affonda la penna nell’inconscio dei suoi personaggi. Egli utilizza la tecnica del monologo interiore come uno psicanalista si avvale di quella delle associazioni libere: attraverso il flusso delle parole, il paziente lascia che emozioni e ricordi riaffiorino da un passato spesso rimosso, di modo che possano essere rielaborati e razionalizzati.
L’analista supervisiona questo processo, in qualche modo ne “tiene i fili”. Ma in una situazione in cui anche ciò che sembra essere una certezza rischia di crollare, chi è il vero paziente? E, soprattutto, chi è il vero Burattinaio?

L’autore

Arthur Schnitzler nasce a Vienna il 15 maggio 1862.
È stato uno scrittore, drammaturgo e medico austriaco. La grande notorietà e il successo che lo accompagnarono in vita provocarono un interesse per lui e la sua opera da parte del padre della psicoanalisi, Sigmund Freud.
Per Schnitzler analizzare la mente umana significava pretendere di organizzare in un sistema quello che non è possibile ridurre, schematizzare; nella sua letteratura saranno dunque degli interrogativi, più che delle risposte, ad emergere dalle vicende narrate.
Ricordiamo alcune famose opere come “Girotondo”(1902), “La signorina Else”(1924), “Doppio sogno”(1925) con la trasposizione cinematografica “Eyes Wide Shut”.

Date
11 MAGGIO 2019Auditorium Europa
Bernareggio MB
20 LUGLIO 2019Auditorium Comunale
Merate LC