Kvetch

ADATTAMENTO e REGIAKarin Rossi
CONGiorgia Monfredi, Marco Panettiere, Stefano Maistrello, Marco Piraneo, Cristian Crisanti, Marco Bianco
LUCI e AUDIODiego Carozzi
MAKE UPSara Villa
GENERECommedia Grottesca
ATTI2
Trama

In un modesto spaccato di società ebraico-americana dei tardi anni ’70, cinque personaggi danno sfogo alla loro insoddisfazione verso la vita: Frank, un uomo di mezza età con l’angosciosa ossessione per i soldi e la preoccupazione di mostrarsi sempre brillante in pubblico; Donna, sua moglie, frustrata da un matrimonio ormai andato in fumo e da una routine logorante; Hal, collega di Frank, abbandonato dalla moglie e sulla via della depressione; George, cliente di Frank, impegnato a preservare a tutti i costi la sua immagine di ricco e carismatico uomo d’affari; e infine, il Suocero di Frank, che, con dolorosa rassegnazione, passa le sue giornate nell’attesa di spegnersi.

Lo spettacolo

“Kvetch” è un termine ebraico che possiamo tradurre in italiano con “piagnistei”, “lagne insistenti”. Sono quelle lamentele infinite, reiterate, vomitate in faccia al mondo nel momento in cui ci ritroviamo senza più strumenti con cui combattere una situazione negativa… e allora ci godiamo anche un po’, a lamentarci!
Ed è proprio questo il vero centro del testo che abbiamo deciso di portare in scena: in esso le vere e proprie vicende della trama svaniscono, per lasciare spazio alla psicologia e all’anima dei personaggi; essi aprono interi mondi di insoddisfazioni, frustrazioni, ansie e paure, confidandosi con la propria Coscienza. Questa figura misteriosa, ambigua, quasi un non-personaggio, diventa così il rivelatore della vera trama, quella costituita non dagli avvenimenti esterni, bensì dall’interiorità dei singoli personaggi.

L’autore

Steven Berkoff è un attore, regista e commediografo inglese, nato a Londra a metà del secolo scorso da padre ebreo-russo e madre rumena. Svolge la sua formazione da attore alla Webber Douglas Academy di Londra e successivamente si diploma a Parigi, a L’École Internationale de Théâtre Jaques Lecoq. Si avvicina alla scrittura teatrale inizialmente adattando dei testi di Franz Kafka e continuando poi con composizioni proprie, come East (1975), Decadence (1981), Il natale di Harry (1985), e infine Acapulco e Kvetch (1986). La sua scrittura a bruciapelo, smascheratrice, beffarda e neanche lontanamente consolatoria rivela la radicale sfiducia dell’autore sia nell’uomo come singolo, sia come società, del “Modernismo”. Con il suo linguaggio spigoloso e insofferente, Berkoff sfodera gli artigli per ferire, ma anche il grottesco e lo straniante per far ridere.

Date
29 APRILE 2018Bloom
Mezzago MB