Le Troiane

REGIAKarin Rossi
CONSara Biollo, Irene Consonni, Miriam Emili, Giorgia Monfredi, Chiara Pasella, Alessandra Quadri, Elisabetta Rossi
LUCI e AUDIODiego Carozzi
MAKE UPSara Villa
GENERETragedia
ATTI1
Lo spettacolo

La tragedia delle Troiane di Euripide si apre su un mondo già devastato, un mondo fatto di rovine: le fiamme della guerra si sono spente, le urla sono cessate, di Troia non rimane altro che un cumulo di macerie. Rimangono solo le donne, le troiane, che in quest’atmosfera di calma sofferenza attendono il proprio destino. È una tragedia che parla del dopo, dell’immobilità che segue l’azione violenta, distruttiva e insensata che caratterizza ogni guerra.

Ecuba, Cassandra, Andromaca e persino Elena, la “pietra dello scandalo”, sono orfane di padri, fratelli, figli e mariti; sono orfane di patria ed esuli, private di qualsiasi potere decisionale sulle proprie vite. Euripide coraggiosamente non inserisce nessun deus ex machina a salvare la situazione, offrendo al pubblico la brutalità senza veli di una guerra, l’assedio a Troia, che diventa simbolo universale dell’insensatezza di tutti i conflitti.

L’autore

Euripide nacque a Salamina intorno al 485 a.C., da una famiglia ateniese rifugiata sull’isola per sfuggire ai Persiani e il suo nome verrebbe dall’Euripe, il canale dove si svolse la battaglia.

Inizia a partecipare alla gare tragiche nel 455 a.C. ottenendo con l’ opera “Le Pleiadi” il terzo premio.

Nella tragedia egli introduce notevoli innovazioni allontanandosi dalle regole aristoteliche di unità di luogo, tempo e azione. A differenza di quanto prescrive Aristotele, gli atti delle sue tragedie sono a se stanti al punto che è possibile estrapolarne dei passaggi senza che il senso degli stessi risulti incomprensibile. I suoi personaggi sono inoltre insicuri e travagliati, e, spesso, sono delle figure femminili.

Nel 408 il suo distacco dalla vita greca è tale che accetta l’invito del re della Macedonia Archelaos I. Si stabilisce così a Amphipolis, dove Euripide muore dopo appena due anni nel 406 a.C.

Lascia tre figli e la prima biblioteca dell’antichità. La sua produzione teatrale conta più di novanta tragedie (solo 19 giungono intere) tra cui: “Alcesti” (438 a.C.), “Ecuba” (424 a.C.), “Le Troiane” (415 a.C.), “Elettra” (413 a.C.).

Solo dopo la sua morte, la sua patria gli tributa la giusta attenzione: gli viene infatti dedicata una statua di bronzo nel teatro di Dionisio nel 330 a.C.

Date
08 MARZO 2019Oratorio S. Domenico Savio
Villanova di Bernareggio MB
09 MARZO 2019Oratorio S. Domenico Savio
Villanova di Bernareggio MB